decreto dignità
Dal 2018 il decreto dignità vieta quasi ogni forma di pubblicità dei giochi con vincite in denaro in Italia. Il divieto comprende le comunicazioni indirette e coinvolge l’affiliazione. Eppure, diversi siti continuano a pubblicare informazioni sui concessionari autorizzati nel rispetto della normativa. A determinare la liceità dei contenuti sono soprattutto finalità e modalità di presentazione. Nel 2026 AGCOM ha precisato le condizioni applicabili alle campagne sul gioco responsabile. Intanto, la Corte di giustizia UE esamina una questione che potrebbe incidere sull’applicabilità del divieto italiano. Gli affiliati devono pertanto considerare gli orientamenti dell’Autorità e gli sviluppi giudiziari pendenti.

Decreto Dignità e pubblicità del gioco: cosa vieta l’articolo 9

La disciplina deriva dall’articolo 9 del d.l. 87/2018, convertito nella legge 96/2018. Il decreto dignità vieta ogni pubblicità diretta o indiretta relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro. La disposizione comprende televisione, radio, stampa ed eventi sportivi. Si applica inoltre a internet e ai social media. Il legislatore ha previsto poche eccezioni, tra cui le lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi ADM sul gioco sicuro e responsabile. Per il resto, il decreto dignità 2018 stabilisce un divieto generale che comprende anche la pubblicità gioco attraverso contenuti editoriali.

In caso di violazione, la sanzione corrisponde al 20% del valore della pubblicità o sponsorizzazione, con un minimo di 50.000 euro.

La responsabilità può coinvolgere il committente, il proprietario del mezzo o del sito di diffusione e l’organizzatore dell’evento. Per gli affiliati, il rischio deriva anche dalla funzione del sito. Un portale che indirizza visitatori verso un concessionario ADM può costituire un mezzo di diffusione pubblicitaria. Pertanto, anche il proprietario del sito può rispondere della violazione, oltre all’operatore beneficiario della promozione.

Dove passa il confine per gli affiliati

Le linee guida AGCOM riconoscono uno spazio per i servizi informativi sul gioco. Tuttavia, la valutazione dipende dal contenuto pubblicato e dalla sua capacità di orientare il lettore verso determinate offerte. Tre provvedimenti chiariscono come l’Autorità applica questi principi.

I comparatori di quote nella delibera 132/19/CONS

Il 18 aprile 2019 AGCOM ha adottato la delibera 132/19/CONS, dedicata all’attuazione del decreto dignità 2018. Le linee guida individuano i comparatori di quote come servizi che informano su quote e bonus dei concessionari senza invitare al gioco. Molti portali di affiliazione rientrano in questa categoria. La qualificazione richiede comunque attenzione. Un confronto descrittivo tra offerte può mantenere una funzione informativa. Diversamente, un articolo che incoraggia la registrazione assume una possibile finalità promozionale. In tal caso, il contenuto rischia di integrare pubblicità gioco vietata. Le linee guida comprendono infatti anche la pubblicità redazionale e le attività promozionali degli influencer.

Il caso della delibera 22/21/CONS

La delibera 22/21/CONS illustra l’applicazione del divieto ai contenuti giornalistici. AGCOM ha sanzionato l’editore online Il Giunco S.r.l. per un articolo sui casinò online. Il testo proponeva una selezione delle migliori piattaforme, descrivendone i punti di forza. Sebbene avesse un’impostazione editoriale, l’Autorità ne ha individuato la finalità promozionale. Secondo AGCOM, l’articolo mirava ad attirare i lettori verso specifici siti di gioco. La veste giornalistica, quindi, non ha escluso la violazione.

Per gli affiliati, classifiche promozionali, giudizi favorevoli e inviti a provare una piattaforma possono aumentare il rischio di contestazioni.

Link, bonus e QR code dopo la delibera 200/26/CONS

Il 29 luglio 2026 AGCOM ha approvato la delibera 200/26/CONS. Con questo provvedimento, l’Autorità integra la disciplina delle campagne contro i disturbi da gioco d’azzardo.

Gli obblighi interessano principalmente i concessionari, responsabili del finanziamento delle iniziative. Le indicazioni sono tuttavia rilevanti anche per la pubblicità gioco online. L’allegato A esclude dalle campagne bonus, quote, jackpot e promozioni. Inoltre, link, URL e QR code non possono indirizzare gli utenti verso offerte di gioco, neppure attraverso passaggi intermedi. AGCOM conferma che comparatori di quote e servizi di infotainment restano soggetti all’articolo 9 e alle linee guida del 2019. Occorre quindi continuare a valutare i contenuti di affiliazione alla luce del decreto dignità.

Fonte Cosa è ammesso Cosa è vietato o a rischio
Art. 9 d.l. 87/2018 Loghi ADM sul gioco sicuro e responsabile, lotterie a estrazione differita Qualsiasi pubblicità, anche indiretta, su qualunque mezzo
Delibera 132/19/CONS Informazione su quote e bonus senza invito al gioco Pubblicità redazionale, influencer, comunicazioni con finalità promozionale
Delibera 22/21/CONS Nessuna indicazione positiva: è un caso sanzionatorio Articoli giornalistici con classifiche e punti di forza dei casinò
Delibera 200/26/CONS Logo del concessionario come firma di campagne di gioco responsabile Bonus, quote, jackpot e link verso l’offerta di gioco nelle campagne

Decreto Dignità nel 2026: un divieto senza sanzioni

La Relazione annuale di AGCOM, presentata alla Camera il 14 luglio 2026, registra zero nuove sanzioni per pubblicità gioco nel 2025. Come riporta SiGMA, una situazione simile non si verificava da anni.

L’assenza di provvedimenti non modifica la validità del decreto dignità. Proseguono infatti le ispezioni con la Guardia di Finanza, mentre il d.l. 87/2018 rimane in vigore. Sul piano giudiziario, il TAR del Lazio ha rimesso alla Corte costituzionale una questione sulla proporzionalità delle sanzioni. L’esame comprende la soglia minima di 50.000 euro. Il procedimento nasce dall’attività di uno streamer che trasmetteva sessioni di gioco su YouTube e Twitch. La Corte costituzionale ha tenuto l’udienza pubblica il 24 giugno 2026. Al momento della pubblicazione non è ancora intervenuta una decisione.

La revisione annunciata delle linee guida

Parallelamente, AGCOM prepara una revisione delle linee guida del 2019. Già nel 2025, rispondendo a una questione relativa a DAZN, l’Autorità aveva confermato che le disposizioni erano in fase di revisione. Aveva inoltre indicato i servizi di infotainment tra le pratiche da monitorare. Per i siti di affiliazione potrebbero quindi rendersi necessari adeguamenti dopo l’aggiornamento. Fino ad allora continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti e gli orientamenti già pubblicati.

Il Decreto Dignità davanti alla Corte di giustizia UE

Nel marzo 2025 il Consiglio di Stato ha sottoposto alla Corte di giustizia UE una questione sull’articolo 9 del d.l. 87/2018. I giudici chiedono se l’Italia dovesse notificare la disposizione alla Commissione europea. La direttiva (UE) 2015/1535 prevede tale obbligo per determinate regole tecniche sui servizi della società dell’informazione. Il procedimento, identificato come C-194/25, coinvolge LeoVegas Gaming. L’udienza si è svolta il 1° luglio 2026. Un’eventuale violazione dell’obbligo di notifica potrebbe incidere sull’applicabilità del decreto dignità.

Un precedente proviene dalla Lituania. Nel marzo 2025, nella causa Unigames (C-120/24), la Corte ha esaminato un divieto lituano di pubblicità del gioco online. L’esame verteva sul medesimo obbligo di notifica previsto dalla normativa europea.

Qualora emergesse un orientamento analogo, i giudici italiani potrebbero dover disapplicare il divieto. La sentenza nella causa C-194/25, tuttavia, non è ancora intervenuta. Un eventuale esito favorevole a LeoVegas potrebbe ampliare le possibilità di pubblicità gioco per i concessionari autorizzati. Resterebbe comunque illecita la promozione di operatori privi di concessione ADM. Anche il Parlamento ha affrontato la questione. Il senatore Claudio Lotito ha proposto più volte di eliminare le parole «anche indiretta» dal decreto dignità 2018. L’ultimo tentativo, nella legge di bilancio di fine 2025, si è arenato dopo l’opposizione del ministro della Salute Schillaci.

Come QMRA valuta gli affiliati italiani

In attesa degli sviluppi normativi e giudiziari, manteniamo criteri di verifica prudenziali. Verifichiamo che ogni operatore promosso disponga di una concessione ADM valida per il dominio indicato. Esaminiamo inoltre le pagine per individuare contenuti promozionali incompatibili con la normativa. Controlliamo anche le classifiche che incoraggiano il gioco e i superlativi utilizzati per descrivere i bonus. Prestiamo attenzione ai messaggi che spingono il visitatore a registrarsi. Verifichiamo infine la presenza dell’avviso 18+ e dei collegamenti agli strumenti di autoesclusione.

Seguiamo i due procedimenti pendenti e la revisione delle linee guida AGCOM. Qualora cambiassero le regole sulla pubblicità gioco, adegueremo i nostri criteri per gli affiliati italiani. Nel frattempo, continuiamo ad applicare l’articolo 9 del d.l. 87/2018.

Lo standard completo è disponibile nella nostra pagina dedicata al mercato italiano. Offriamo inoltre una guida al funzionamento del gioco legale in Italia e un’analisi sui casinò illegali in Italia.

Domande frequenti

Il Decreto Dignità vieta i siti di affiliazione?

La normativa non vieta espressamente l’esistenza dei siti di affiliazione. Secondo la delibera 132/19/CONS, i comparatori possono informare su quote e bonus dei concessionari ADM senza invitare al gioco. Tuttavia, classifiche promozionali e sollecitazioni alla registrazione possono rientrare nel divieto pubblicitario.

Quali sanzioni prevede il Decreto Dignità 2018?

La sanzione ammonta al 20% del valore della pubblicità o sponsorizzazione, con un minimo di 50.000 euro. Possono risponderne il committente, il proprietario del mezzo o del sito e l’organizzatore dell’evento. La Corte costituzionale sta inoltre esaminando la proporzionalità della soglia minima.

Che cosa decide la causa C-194/25?

La Corte di giustizia UE deve stabilire se l’Italia fosse tenuta a notificare l’articolo 9 del d.l. 87/2018 alla Commissione europea. Il procedimento verte sugli obblighi previsti dalla direttiva 2015/1535. Un’eventuale omissione potrebbe comportare l’inapplicabilità del divieto. Dopo l’udienza del 1° luglio 2026, la sentenza resta attesa.

Le campagne di gioco responsabile possono mostrare bonus?

No. La delibera 200/26/CONS vieta di inserire bonus, quote, jackpot e promozioni nelle campagne contro i disturbi da gioco. Inoltre, link e QR code non possono indirizzare verso offerte di gioco, neppure attraverso collegamenti intermedi.

 

Written by Cedrick Verleg, LL.B.